Percorsi Diurni

I percorsi terapeutico-riabilitativi della Comunità ASAT Casa Gianni, che è un contesto di cura che si occupa delle problematiche inerenti la dipendenza patologica, sono caratterizzati da alcuni elementi fondamentali, il rispetto dei quali è condizione necessaria per essere accolti e continuare la partecipazione al contesto comunitario. Questi elementi sono:

– la psicoterapia a carattere cognitivo-comportamentale, sia individuale che di gruppo;

– la relazione educativa adeguata con l’educatore di riferimento e con tutti i membri dello staff in generale;

– i gruppi educativi;

– la terapia occupazionale, che comporta la partecipazione almeno ad un laboratorio all’interno della Comunità ed il rispetto del ruolo del tutor e delle regole del laboratorio;

– la partecipazione al contesto comunitario in tutte le sue sfaccettature (relazionalità, disponibilità e condivisione delle occupazioni inerenti la pulizia ed il decoro degli spazi collettivi e personali all’interno della struttura).

Inoltre la comunità mette a disposizione degli utenti, a seconda dei periodi e delle possibilità concrete attività motorie, gruppi di rilassamento corporeo, lezioni di italiano per stranieri, corsi di informatica, lezioni di inglese, corsi di yoga, corsi di espressività, ecc…

I percorsi sono strutturati in fasi, ognuna delle quali è propedeutica alla cura della dipendenza patologica ed alla risoluzione delle problematiche psicosociali da essa causate.

Prima del passaggio di fase l’utente riceverà una restituzione dall’equipe relativa all’andamento del percorso terapeutico, agli obiettivi raggiunti ed alla progettualità futura.

PERCORSO DIURNO 

Il percorso diurno necessita di un contesto esterno alla struttura idoneo a sostenere il programma terapeutico e di un preciso accordo tra utente ed equipe relativo alla gestione degli spazi eterni alla Comunità.

Fondamentali sono le capacità e l’impegno all’autoregolamentazione da parte dell’utente ed il rigoroso rispetto del contesto residenziale; la negatività ai test tossicologici è uno dei presupposti fondamentali per effettuare un percorso di questo tipo.

Fase 1 (0-3 mesi): osservazione e valutazione della compatibilità con l’offerta terapeutica  

Colloqui motivazionali e di sostegno effettuati dall’educatore di riferimento e/o colloqui terapeutici effettuati dallo psicoterapeuta, gruppi terapeutici, gruppi educativi, attività varie a carattere terapeutico e/o professionale e/o ludico-culturale.

Dopo 3 mesi di permanenza l’equipe effettua una valutazione sulla compatibilità tra l’utente e la comunità; tale valutazione è incentrata sulla motivazione dell’ospite rispetto al percorso comunitario e sull’adeguatezza delle risorse personali necessarie al buon esito del programma terapeutico.

Questo è perciò un primo periodo di osservazione finalizzato alla strutturazione del percorso e definizione del progetto terapeutico personalizzato; in questa fase, caratterizzata dall’inserimento all’interno della Comunità, non sono possibili contatti con l’esterno telefonici od epistolari. In caso di emergenza nella rete esterna, l’equipe valuterà l’eventuale deroga.

Inserimento all’interno di un laboratorio della Comunità (ortoflorovivaismo, falegnameria, cucina). Dopo 3 mesi l’equipe valuta anche l’eventualità del passaggio alla fase 2; in caso di valutazione negativa dopo un ulteriore mese, torna a valutare nuovamente il passaggio, e così via.

In questa fase di osservazione verranno affrontate problematiche di ordine sanitario, giuridico e sociale solo in caso di emergenza. Le visite programmabili saranno rinviate alla fase successiva.

Fase 2 (3-12 mesi): terapeutico-riabilitativa interna

Colloqui motivazionali e di sostegno effettuati dall’educatore di riferimento e/o colloqui terapeutici effettuati dallo psicoterapeuta, gruppi terapeutici, gruppi educativi, attività varie a carattere terapeutico e/o professionalizzante e/o ludico-culturale.

Inserimento all’interno di un laboratorio della Comunità (ortoflorovivaismo, falegnameria, cucina); dopo 6 mesi l’equipe valuta il passaggio alla fase 3, in caso di valutazione negativa dopo un ulteriore mese, torna a valutare nuovamente il passaggio, e così via.

Valutazione della relazione con la rete sociale di riferimento e della capacità di affrontare le verifiche esterne con la collaborazione di persone di fiducia.

Al termine della fase verifica in equipe per il passaggio di fase (in caso di verifica negativa prolungamento fase di 1 mese prima della successiva verifica).

Fase 3 (12-18 mesi): terapeutico riabilitativa esterna

Colloqui motivazionali e di sostegno effettuati dall’educatore di riferimento e/o colloqui terapeutici effettuati dallo psicoterapeuta, gruppi terapeutici, gruppi educativi, attività varie a carattere terapeutico e/o ludico-culturale; verifiche del progetto terapeutico personalizzato con il servizio inviante; attività all’interno di un laboratorio della Comunità.

In questa fase, in accordo con l’equipe, è possibile verificare le autonomie esterne attraverso la partecipazione ad attività formative, attività ludiche e attività lavorative.

Valutazione delle autonomie esterne e valutazione del progetto di reinserimento.

Al termine della fase verifica in equipe per il passaggio di fase (in caso di verifica negativa prolungamento fase di 1 mese prima della successiva verifica).

Fase 4 (18 mesi – fine percorso): supporto territoriale

Colloqui motivazionali e di sostegno effettuati dall’educatore di riferimento e/o colloqui terapeutici effettuati dallo psicoterapeuta, gruppi terapeutici, gruppi educativi, attività varie a carattere terapeutico e/o ludico-culturale; verifiche del progetto terapeutico personalizzato con il servizio inviante; attività all’interno di un laboratorio della Comunità.

Progetto personalizzato di supporto al reinserimento abitativo, lavorativo e socio-relazionale.

Verifica in equipe e con il servizio inviante per la dimissione.

Per i percorsi diurni l’equipe può valutare l’inserimento direttamente alla fase 2, 3 o 4.